Troppo seria

Manifesto cinico

Non credo nel destino, è tutto un incastro di coincidenze che ci fa pensare che sia tutto già scritto, ma in realtà è tutto molto a caso. Non credo tanto meno in Dio, che dovrebbe guardare un po' più in basso e farsi due serie domande riguardo al suo progetto. Non credo nell'umanità, che non impara mai, nonostante la storia, nonostante le giornate per ricordare, nonostante il progresso, l'educazione o la sofferenza che si infligge di continuo. Non credo nell'altruismo gratuito, perchè che giustizia c'è nei confronti di continua a dare e dare disinteressatamente senza poi ricevere un minimo in cambio. Non credo nel non farsi aspettative su niente e nessuno, è utopico non farsene, ma soprattutto, quanto può davvero importarti se non ti aspetti nulla? Non credo nel pensiero positivo, perchè se sei sommerso nella merda fino alla punta dei capelli è impossibile vedere fiori. 

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Martellate nei denti e spintoni
Brevi riflessioni random

Martellate nei denti e spintoni

Uno dei miei disagi esistenziali,però, consiste nella sconosciuta legge cosmica per cui la mia vita è costellata da gente alquanto deplorevole come la suddetta. Si dice che si attrae ciò che si è, e io sono cazzuta, sveglia, determinata e ambiziosa, ma puntualmente vengo perseguitata da fanciulli che non hanno la più pallida idea di cosa vogliono dalla vita e, cosa ancora peggiore, questa domanda non se la pongono proprio. Per questo finisco puntualmente sotto il piumone a chiedermi se in una precedente vita sia stata una commerciante di vite umane, una leader di una qualche setta satanica, una faschion blogger, l'inventore della pizza all'anans o della pasta al ketchup per meritarmi di essere presa costantemente a martellate nei denti ogni volta che permetto a qualcuno di avvicinarsi. 

Strapiombo
Eric s'è perso

Innamorarsi

Innamorarsi è trovarsi inconsciamente in mezzo a un incrocio - probabilmente esausti, probabilmente sfiduciati e probabilmente incazzati – e voler tirare dritto senza troppe esitazioni. Proseguire per inerzia, ignorando tutte le altre ipotesi, continuare per il proprio percorso andando sul sicuro e restare nella propria zona di controllo. Aldilà si vede ciò che si vuole vedere: la comoda vita di sempre senza deviazioni né possibilità di incidenti, non troppo accattivante o entusiasmante, ma almeno sicura. Ecco, innamorarsi è essere colti alla sprovvista da qualcuno di totalmente inaspettato che ti arriva alle spalle trascinandoti per il braccio da tutt’altra parte. Cominci spontaneamente a porti delle domande tipo: “Chi cazzo sei tu ma soprattutto come ti permetti?! Perché dovrei venire con te? Perché dovrei seguirti chissà dove e magari restarci anche secca? E poi perché io?! Siamo in sette miliardi nel mondo, non potevi rovinare i piani a qualcun altro?!”. Ma in un modo o nell’altro questa persona continua a strattonarti per questa strada buia e neanche troppo trafficata mentre urli, insulti, impunti i piedi e ti dimeni. A una certa ti stanchi e dichiari resa. Continui a non capirci una merda ma l’unica cosa che puoi fare è continuare a camminare accanto a questo soggetto che non ti sta affatto simpatico, non dice dove vuole portarti, fa battute pessime, e ti sembra anche se la stia tirando esageratamente.

Affogare
Brevi riflessioni random

Riprendere a respirare

Cosa ho provato? Beh, non saprei spiegarlo con altre parole se non con: pura felicità. Avevo il body con la mia felpa, la calzamaglia, le mie scarpette semi- nuove che non avevo avuto i tempo di consumare; avevo gli specchi, le sbarre, la pece e la musica. Mi guardavo intorno e mi sono odiata così tanto per non averci provato un anno fa, per aver aspettato così tanto. E' stato come rimanere sott'acqua senza aria per un intero anno per poi risalire velocemente a prendere fiato con urgenza e avidità. Avevo sinceramente paura di fare schifo, di essermi dimenticata come fare, di deludere me stessa e scoprire che non sarei mai più potuta essere una ballerina. La musica, però, è cominciata e il mio corpo ha cominciato a seguirla attraverso i passi che mi erano stati indicati. Mi tenevo alla sbarra come se finalmente avessi ritrovato la roccia alla quale aggrapparmi, mi chiedevo se i miei piedi e le mie gambe avrebbero avuto la stessa scioltezza e le stesse linee di una volta ma intanto loro si muovevano come avevano sempre fatto, come se non avessi mai smesso.

Morte
Troppo seria

Se scoprissi di dover morire domani

Il fatto è che dopo tutto non ho neanche capito bene come funzioni la felicità. E' cercare costantemente e lottare ogni giorno per raggiungere ogni obiettivo possibile o adattarsi e accontentarsi di quello che arriva? E' un percorso, ma verso dove? Se dovessi scoprire di morire domani sarei felice della mia vita? Se sono qui a scrivere ciò, probabilmente no e non saprei neanche da dove partire. Spalle al muro e mani legate. 

Primo ultimo giorno
Brevi riflessioni random

Primo ultimo giorno

Ho cominciato in modo un po' light, con una lezione di plasticità e apprendimento nel pomeriggio. Guardavo l'aula pensando al fatto che fosse stata una casa per me in questi anni e che presto - spero - dovrò abbandonare anche quella per una nuova avventura. Tutti quei banchi e quelle sedie, il senso di indipendenza nel poter scegliere dove potermi sedere, le aule studio e le macchinette, la marea di facce più o meno conosciute, i quaderni cominciati in ordine e finiti sempre con mille scarabocchi e la calligrafia geroglifica, il 'quest'anno m'impegno e seguo sempre' a cui si smette di credere dopo una settimana - con ottimismo. 

Mare
Perle di disagio

Riassunti poco brevi

Risorgo ad effetto dagli inferi - finalmente - per dirvi che no, non sono stata prelevata dalla Terra per venire riportata sul mio pianeta d'origine; no, non non mi sono risvegliata in ospedale con tanto di braccialetto al polso attaccata a una flebo; no, non sono morta se non fosse già abbastanza chiaro e non ho nemmeno lasciato il Paese per addestrare canguri in Australia. Però da qualche parte sono andata, ovvero - realizzando il mio desiderio espresso in Via - sono tornata a casa, il posto in cui sono nata che profuma di mare e del sugo di nonna cucinato alle sei di mattina.